L'ORO DI UN CARPISTA: IL MAIS
Un po' di storia
Un carpista, per poter sfruttare al massimo le potenzialità di un esca deve conoscere le sue proprietà fin dalle origini. In questo articolo, infatti, seguiremo di pari passo tutte le fasi sia di conoscenza generale, che di preparazione della più conosciuta ed usata granaglia: il mais o granoturco.
Il nome della pianta nel suo complesso è pannocchia. Per la sua bellezza spesso viene messa come centro tavola nelle case o ristoranti.
Ha i chicchi di mais di colore giallo o rosso, disposti in maniera molto lineare ed ordinata; ed è ricoperta con delle foglie di colore verde di forma allungata e affusolata per proteggerla da eventuali attacchi di insetti, uccelli ecc.
Date le sue eccellenti qualità nutritive ci si possono estrarre olii, zuccheri e alcool. Fu scoperto da Cristoforo Colombo ed introdotto in Europa dai conquistatori spagnoli; studi fatti dai ricercatori hanno scoperto e dimostrato che in Messico lo si coltivava già nel V sec. a.C.
Le civiltà degli Aztechi e dei Maya lo utilizzavano come importante fonte dell’ alimentazione, e nella loro religione lo veneravano come una divinità.
Preparazione del granturco
La prima fase consiste nel mettere 25kg di mais secco in un grande recipiente, poi si aggiungerà dell’acqua fino a ricoprirlo completamente, lasciando in posa il mais per circa sette giorni. Verso il settimo giorno noterete della schiuma bianca sulla superficie dell’acqua, indice che il processo di fermentazione è avvenuto; anche l’odore del mais sarà più acido, caratteristica fondamentale per attrarre le carpe. Questo tipo di tecnica fa si che il mais secco assorba acqua rendendolo più morbido e facilitandone la cottura. Prima di passare alla fase di bollitura, sarà necessario aggiungere all’acqua quattro chili di zucchero semolato (classico), insieme a un chilo di Tiger Nuts. Con l’aiuto di un impastatore mescoleremo il mais con gli ingredienti indicati, successivamente si lascerà riposare in un recipiente con chiusura ermetica per circa due giorni. In questo modo il processo di fermentazione sarà rallentato e il mais finirà di assorbire il resto degli ingredienti gustativi. La carpa, nel periodo primaverile, risvegliandosi dal lungo letargo potrebbe ignorare le granaglie esageratamente aromatizzate; per questo motivo sconsiglio di aggiungere al mais aromatizzanti di tipo artificiale, come: stimolatori d’appetito, olii essenziali, aromi, ecc.
La bollitura
Una volta portato il mais ad ebollizione, sarà necessario mescolare continuamente altrimenti potrebbe attaccarsi o bruciarsi sul fondo del recipiente. In questa fase esso assorbirà l’acqua e tutte le sostanze aggiunte per renderlo gustoso. In fase di cottura non si terrà conto del tempo, ma, nel momento in cui il mais comincerà ad aprirsi significherà che la cottura sarà terminata. Una volta spento il fuoco, si lascerà riposare per circa ventiquattr’ore prima di passarlo in un contenitore. Effettuata questa operazione, si noterà che il mais ha rilasciato una sostanza cremosa con un forte odore di frumento, eccellente stimolatore d’appetito naturale. La conservazione del mais avverrà in un recipiente con chiusura ermetica, lo si potrà lasciare anche per un periodo di tempo molto lungo.
Spot primaverile
Si è arrivati al periodo più bello per praticare il carpfishing: la primavera. In questo periodo è fondamentale saper dosare la pastura dato che la carpa ha passato il lungo periodo invernale in letargo. Per la sua sopravvivenza, si è limitata in questo periodo ad effettuare piccoli spostamenti per cercare esigue quantità di cibo. Quando si ricerca uno spot primaverile, sia per il lago e sia per il fiume, la cosa principale è la presenza di eventuali ostacoli, come grandi erbai, canneti, legnaie, rocce, ruderi sommersi ecc…Con l’innalzamento della temperatura comincia per le carpe oltre al fabbisogno alimentare il periodo dell’amore; faranno quindi, grandi migrazioni per cercare dei punti dove deporre le uova. Noteremo sulla superficie dell’acqua giochi d’amore con spettacolari salti, che avverranno nelle prossimità degli ostacoli.
Pasturazione
In questo periodo è poco efficace somministrare una grande quantità di pasturazione preventiva. Una volta individuato lo spot, daremo giornalmente piccole quantità di mais per un lungo periodo. In fase di pesca, i terminali verranno posizionati in prossimità degli ostacoli; per questo motivo è importante una moderata pasturazione perché si deve tener conto della presenza di alcuni alimenti naturali come: piccoli vermi, lumachine, insetti, ecc, che popolano questi settori. E’ di fondamentale importanza, che la temperatura dell’acqua sia superiore ai 13°C, questo parametro ci fa capire se la carpa è in attività alimentare oppure no. Ogni qualvolta si pastura o si è in fase di pesca è importante verificare che ci sia questo requisito.
Conclusioni
Non vorrei farvi intendere che l’efficacia del mais sia superiore a quella delle boilies. E’ efficace usare le boilies con forte presenza di piccoli pesci, affinché si possa effettuare una naturale selezione della taglia. Cercare di riassumere in un articolo questi tre fondamentali argomenti sul mais, la primavera e la pasturazione non è assolutamente facile. Spero, comunque, di essere stato abbastanza esaudiente nel suggerirvi alcuni metodi; su questo argomento si potrebbe scrivere un libro, “chissà... forse un giorno lo farò!”.
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