Ottobre 2006

L’ABC DEL TERMINALE

 

Quando ho cominciato, nel lontano 1992, la tecnica del carpfishing, la cosa che mi rimase più impressa fu il terminale chiamato “hair-rig”.

Vedere l’esca, fino a qualche tempo prima sull’ amo, ancorata ad un piccolo spezzone di treccia, mi fece uno strano effetto! Pareva quasi che fosse un qualcosa venuto dallo spazio…

Da allora ad oggi sono cambiate molte cose nella sua costruzione.

A quel tempo utilizzavo la classica montatura detta “con il capello”, adoperata sia con boilies affondanti che con pop-ups.

Devo dire che i risultati non erano soddisfacenti, tuttavia la passione era ed è così “consistente”, da indurmi a continuare malgrado, appunto, anche grandi fallimenti.

 

 

HAIR-RIG

 

Prendiamo circa 50 cm di treccia 25 lb e facciamo un cappio ad una delle due estremità, poi inseriamo una boilie (con l’aiuto di un ago speciale) che verrà fermata dal fermaboilies (boilie props), utile anche per le granaglie.

Fatto ciò passeremo il trecciato nell’ occhiello dell’amo che provvederemo poi a far scorrere verso la boilie.

S’intende che per un corretto funzionamento, la distanza tra boilie e la curva dell’amo deve essere di circa 1 mm.

Naturalmente la legatura che sul gambo dell’amo con il nodo “senza nodo” la faremo subito dopo. Rimarrà così una parte di treccia libera che legheremo ad una girella.

Toglieremo con una forbice le piccole rimanenze di treccia su tutti i nodi: il terminale è pronto.

 

 

DOVE POSIZIONARLO

 

A mio parere  costruire questo tipo di terminale è semplice, ma posizionarlo sul fondale non direi. Tuttavia la maggior parte dei carpisti utilizzano questa montatura.

Consiglio di utilizzarlo su fango compatto o sulla roccia, situato al centro di grandi banchi di alghe.

Dei punti molto validi sono gli scoli d’acqua, che durante le piogge trasportano detriti, i quali formano delle piazzole di terra seguite da un gradino.               

Qui posizioneremo il nostro terminale.

 

SNOW-MAN

 

Per costruire questo tipo di terminale si deve seguire di pari passo il precedente anche se con una variante, ossia il capello finale deve essere più lungo di circa 3 mm.

Quando innescheremo l’esca \sul capello dobbiamo renderla più leggera ma non troppo da far staccare l’amo dal fondo. Esso deve essere completamente poggiato sul fondale, con l’innesco ben visibile.

 

 

DOVE POSIZIONARLO

 

Si può posizionare su più tipi di fondali, con presenza di fango oppure in spazi puliti di fitta vegetazione, ancor meglio con rocce.

 

 

INNESCO NEUTRO

 

In questo finale la boilie o le granaglie sono molto attaccate all’amo.

L’innesco verrà reso più leggero affinché la punta dell’amo sia rivolta verso il fondo e l’occhiello sia poggiato in maniera molto delicata.

Il tipo di treccia da utilizzare deve essere morbida, ottimo il mega silc della Fox, oppure con la guaina rimovibile che toglieremo alla parte terminale.

La distanza fra occhiello e treccia deve essere di circa 3 cm.

 

 

IL TERMINALE POP-UP

 

Questo terminale è il più affascinante da costruire e trovarne la sua applicazione è davvero impegnativo.

Possiamo farlo con treccia per intero oppure con la parte finale in amnesia, ottimo lo slinc 30 lb della Fox.

Un esempio di terminale da me adottato è fatto con lo snake-bite della kryston.

La stessa treccia forma un d-rig sulla curva superiore dell’amo, sul quale  inseriremo un piccolo anellino di media dimensione. Con l’ altra estremità rimanente legheremo ,adottando il sistema senza nodo, l’ amo ed infine la parte terminale della treccia verrà legata sulla girella.

Come piccolo test di funzionamento verificheremo se la boilie legata sull’anellino scorra liberamente sul d-rig.

 

 

CONCLUSIONI

 

La cosa fondamentale di questi terminali non è solo la loro costruzione,  bensì imparare ad elaborarli in base alla conformazione del fondale che affronteremo, sapendo individuare i punti strategici. Solo in questo modo possiamo avere ottimi risultati, credere che una buona cattura dipenda dalla fortuna non è da veri cacciatori di carpe. Imparare tutto ciò comporta un  lungo ed  attento lavoro, per questo si comincia dall’ABC. Come dire… “in bocca al pesce a tutti!”



Home page